Greg Smith. Forse ai più questo nome non dice niente, ma per i più affezionati frequentatori della rete è una figura molto strana. Executive vice president dell'unità Derivati per l'area EMEA (Europe, Middle East and Asia) di Goldman Sachs, tra le più famose banche d'affari americane.
Questa persona ieri si è dimessa con una lettera aperta che è stata pubblicata dal New York Times (e qui allegata) su cui spiega perchè ha scelto questo gesto. Greg infatti ritiene di non condividere più gli stessi valori che molti anni fa lo avevano portato in Goldman Sachs.
Non che prima Wall Street fosse un luogo dove ci si rispettasse e si trascurasse il desiderio di denaro come ci insegna in celebre finanziere Gordon Gekko e il suo celebre "Greed is good" (L'Avidità è cosa buona) però c'era un rispetto per il cliente e un interesse a consigliarlo sempre nel modo migliore.
Ora invece in Goldman Sachs, e sicuramente anche nelle altre grandi istituzioni finanziarie, il clima è molto cambiato: i clienti vengono visti (e anche definiti) come Elefanti da catturare o come arance da spremere per ottenere succose commissioni. Il banchiere d'affari non è più colui che consiglia i clienti le soluzioni migliori per le sue esigenze, ma un piazzista che cerca di vendere i prodotti che sono più redditizi o indigesti per l'impresa che rappresenta.
Il metodo selettivo per gli avanzamenti di carriera non sono più le idee brillanti e le soluzioni migliori, ma coloro che producono più commissioni per la banca. Diciamo che siamo passati da un'avidità " a lungo temine" interessata sì alla speculazione, ma sopratutto a guadagnarsi la fiducia del cliente (che in questo modo avrebbe affidato altri progetti alla banca) ad un'avidità a "breve termine" che mira soltanto a spremere lo spremibile da tutti i clienti.
Entrambe sono assai deprecabili, ma il fatto stesso che un membro di questo sistema si sia ribellato e voglia tornare ad un capitalismo relativamente più moderato rappresenta senz'altro un grande passo in avanti nella visione del libero mercato. Anche dal suo stesso interno.
Possiamo dire che i vari movimenti "Occupy....." sono riusciti a scuotere l'opinione pubblica.
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venerdì 16 marzo 2012
martedì 14 febbraio 2012
FMI (Fanno molto incazzare)
La Grecia è davvero arrivata ai minimi termini ed è notizia di ieri che il Fondo Monetario Internazionale vuole garanzie certe prima di sbloccare l'ultima tranche di aiuti (135 MLD di euro). Ma non le garanzie che tutti conosciamo: liberalizzazioni, taglio ai posti di lavoro pubblici, riduzioni al salario minimo etc. Sono clausole meno pubblicizzate perchè davvero insensate, o meglio sensate solo da un certo punto di vista.
Come al solito quando il FMI offre aiuto economico agli stati in difficoltà non lo fa per aiutarli e soccorerli, ma semplicemente per allentare la pressione sui grandi bancari fortemente indebitati con questi stati perchè desiderosi di rendimenti molto allettanti. La postilla inserita dall'isituto guidato da Christine Lagarde è quella che i soldi "dovranno essere usati per estinguere i debiti con gli istituti di credito stranieri".
Insomma la Grecia chiede soldi in prestito ( e dunque si indebita ancora di più a causa dei forti tassi di interesse richiesti ai paesi a forte rischio insolvenza ) solo per allentare la pressione sulle grandi e potenti banche di affari occidentali. Sarebbe stato molto meglio usare quei soldi per intraprendere un processo di stimoli all'economia reale attraverso commesse pubbliche ed investimenti nel settore privato per stimolare una ripresa economica.
D'altra parte ormai è storia ovunque FMI metta le mani fa più danni che altro: dalla crisi asiatica degli anni '90 (che a causa di una gestione sbagliata si è trasformata in un fenomeno quasi planetario, frenato solo dal fatto che 20 anni fa la globalizzazione era un fenomeno molto più contenuto), agli aiuti ai paesi africani in via di sviluppo. Insomma si impadroniscono della politica di quel paese, in modo giusto da un certo punto di vista, dal momento che diventano finanziatori principali, ma non per introdurre quelle riforme funzionali allo sviluppo nazionale che la classe politica non era stata capace di attuare, ma solo per salvare i bilanci delle multinazionali della finanza.
E noi ci ricordiamo quando ci offrirono l'aiuto del FMI? Andava tutto così bene?
http://www.bloomberg.com/news/2011-11-27/imf-readying-600-billion-euro-loan-offer-for-italy-stampa-says.html
Come al solito quando il FMI offre aiuto economico agli stati in difficoltà non lo fa per aiutarli e soccorerli, ma semplicemente per allentare la pressione sui grandi bancari fortemente indebitati con questi stati perchè desiderosi di rendimenti molto allettanti. La postilla inserita dall'isituto guidato da Christine Lagarde è quella che i soldi "dovranno essere usati per estinguere i debiti con gli istituti di credito stranieri".
Insomma la Grecia chiede soldi in prestito ( e dunque si indebita ancora di più a causa dei forti tassi di interesse richiesti ai paesi a forte rischio insolvenza ) solo per allentare la pressione sulle grandi e potenti banche di affari occidentali. Sarebbe stato molto meglio usare quei soldi per intraprendere un processo di stimoli all'economia reale attraverso commesse pubbliche ed investimenti nel settore privato per stimolare una ripresa economica.
D'altra parte ormai è storia ovunque FMI metta le mani fa più danni che altro: dalla crisi asiatica degli anni '90 (che a causa di una gestione sbagliata si è trasformata in un fenomeno quasi planetario, frenato solo dal fatto che 20 anni fa la globalizzazione era un fenomeno molto più contenuto), agli aiuti ai paesi africani in via di sviluppo. Insomma si impadroniscono della politica di quel paese, in modo giusto da un certo punto di vista, dal momento che diventano finanziatori principali, ma non per introdurre quelle riforme funzionali allo sviluppo nazionale che la classe politica non era stata capace di attuare, ma solo per salvare i bilanci delle multinazionali della finanza.
E noi ci ricordiamo quando ci offrirono l'aiuto del FMI? Andava tutto così bene?
http://www.bloomberg.com/news/2011-11-27/imf-readying-600-billion-euro-loan-offer-for-italy-stampa-says.html
sabato 26 novembre 2011
Ora basta!
Ormai è giunto il momento di mettersi a lavorare concretamente. L'Italia ha l'onere e l'onore di dover dimostrare la bontà del progetto euro e di provare davanti al mondo intero che vale la pena crederci. Ritengo infatti che l'Italia sia l'ago della bilancia: se cade, fa crollare anche tutte le altre tessere di questo euro-mosaico. Se invece riuscirà a difendersi dalla speculazione finanziaria e a dare prove di fiducia ai mercati, l'euro sarà consacrato a valuta solida e capace di resistere anche alla tempesta perfetta della crisi. Proprio per questo motivo Mario deve sbrigarsi a presentare provvedimenti seri per dimostrare l'impegno del nostro paese. Deve ricambiare la fiducia che gli è stata accordata in queste settimane. Ora basta con il valzer di vice-ministri e sottosegretari!
sabato 12 novembre 2011
Grazie, Mercati!
Dove gli italiani non sono riusciti, sono riusciti i mercati di tutto il mondo. Sono finalmente riusciti a mandare a casa Berlusconi. Il popolo italiano si è mostrato una volta di più inadeguato a governare un paese e ha dovuto aspettare che un agente esterno sistemasse i suoi problemi.
Le borse infatti con questa spaventosa crisi di fiducia nei nostri confronti hanno messo alle corde il premier e lo hanno costretto a dimettersi per non portare l'Italia alla bancarotta.
Secondo me questa inadeguatezza a governare non si manifesta perchè l'italiano è un povero incapace, ma perchè è sempre stato "aiutato" a governare. Nel corso della seconda guerra mondiale sono stati gli alleati a dare la spinta decisiva a liberarare questo paese dal giogo della dittatura.
Durante la Guerra Fredda, inoltre, gli italiani non controllavano nè la maggioranza, nè l'opposizione politica: erano i due blocchi avversari a prendere le decisioni per noi.
Credo che questa inadeguatezza e incapacità a governare il proprio paese debba essere risolta il prima possibile per evitare che l'Italia sia in costante balia di altre persone che ci insegnino cosa fare. Il problema è che per imparare a fare una cosa bisogna necessaiamente sbagliare e in una società così globalizzata lo sbaglio dell'Italia si ripercuote su altri paesi che non hanno alcun interesse a perdere tempo e soldi per farci imparare: per loro è più comodo risolvere loro le nostre questioni.
Le borse infatti con questa spaventosa crisi di fiducia nei nostri confronti hanno messo alle corde il premier e lo hanno costretto a dimettersi per non portare l'Italia alla bancarotta.
Secondo me questa inadeguatezza a governare non si manifesta perchè l'italiano è un povero incapace, ma perchè è sempre stato "aiutato" a governare. Nel corso della seconda guerra mondiale sono stati gli alleati a dare la spinta decisiva a liberarare questo paese dal giogo della dittatura.
Durante la Guerra Fredda, inoltre, gli italiani non controllavano nè la maggioranza, nè l'opposizione politica: erano i due blocchi avversari a prendere le decisioni per noi.
Credo che questa inadeguatezza e incapacità a governare il proprio paese debba essere risolta il prima possibile per evitare che l'Italia sia in costante balia di altre persone che ci insegnino cosa fare. Il problema è che per imparare a fare una cosa bisogna necessaiamente sbagliare e in una società così globalizzata lo sbaglio dell'Italia si ripercuote su altri paesi che non hanno alcun interesse a perdere tempo e soldi per farci imparare: per loro è più comodo risolvere loro le nostre questioni.
mercoledì 9 novembre 2011
La ferocia del mercato
Oggi abbiamo assistito a quanto possano essere violenti e feroci i mercati nei nostri confronti. Una legione di creditori che non ci credono più si sono stufati di ascoltare tutte le fandonie che arrivano dal governo italiano e hanno smesso di crederci. Lo spread tra i nostri titoli di debito pubblico a 10 anni e i corrispettivi tedeschi e' salito fino alla soglia dei 600 punti, ben aldilà della cifra del 400, ritenuta da tutti un punto di non ritorno.
I mercati non ci credono più. Ma perché ? Perché abbiamo un premier che non vuole capire di aver fatto il suo tempo e che ora si deve ritirare a vita privata. La sua macchina del consenso non e' più efficace, o meglio non e' più adeguata. Quando era sceso in campo, come anche alle ultime elezioni, aveva puntato tutto su un elettorato con un basso livello socio-economico e di istruzione molto legato alle sue televisioni commerciali e alle soap opera. Oggi però Berlusconi non si deve più conquistare la fiducia di una casalinga con la terza media (niente di male contro le casalinghe) ma deve convincere traders e brokers di grandi banche d'affari a comprare debito italiano. Secondo voi e' proprio la stessa cosa? A guardare i risultati e le notizie degli ultimi giorni pare proprio di no.
I mercati non ci credono più. Ma perché ? Perché abbiamo un premier che non vuole capire di aver fatto il suo tempo e che ora si deve ritirare a vita privata. La sua macchina del consenso non e' più efficace, o meglio non e' più adeguata. Quando era sceso in campo, come anche alle ultime elezioni, aveva puntato tutto su un elettorato con un basso livello socio-economico e di istruzione molto legato alle sue televisioni commerciali e alle soap opera. Oggi però Berlusconi non si deve più conquistare la fiducia di una casalinga con la terza media (niente di male contro le casalinghe) ma deve convincere traders e brokers di grandi banche d'affari a comprare debito italiano. Secondo voi e' proprio la stessa cosa? A guardare i risultati e le notizie degli ultimi giorni pare proprio di no.
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