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martedì 14 febbraio 2012

FMI (Fanno molto incazzare)

La Grecia è davvero arrivata ai minimi termini ed è notizia di ieri che il Fondo Monetario Internazionale vuole garanzie certe prima di sbloccare l'ultima tranche di aiuti (135 MLD di euro). Ma non le garanzie che tutti conosciamo: liberalizzazioni, taglio ai posti di lavoro pubblici, riduzioni al salario minimo etc. Sono clausole meno pubblicizzate perchè davvero insensate, o meglio sensate solo da un certo punto di vista.
Come al solito quando il FMI offre aiuto economico agli stati in difficoltà non lo fa per aiutarli e soccorerli, ma semplicemente per allentare la pressione sui grandi bancari fortemente indebitati con questi stati perchè desiderosi di rendimenti molto allettanti. La postilla inserita dall'isituto guidato da Christine Lagarde è quella che i soldi "dovranno essere usati per estinguere i debiti con gli istituti di credito stranieri".
Insomma la Grecia chiede soldi in prestito ( e dunque si indebita ancora di più a causa dei forti tassi di interesse richiesti ai paesi a forte rischio insolvenza ) solo per allentare la pressione sulle grandi e potenti banche di affari occidentali. Sarebbe stato molto meglio usare quei soldi per intraprendere un processo di stimoli all'economia reale attraverso commesse pubbliche ed investimenti nel settore privato per stimolare una ripresa economica.
D'altra parte ormai è storia ovunque FMI metta le mani fa più danni che altro: dalla crisi asiatica degli anni '90 (che a causa di una gestione sbagliata si è trasformata in un fenomeno quasi planetario, frenato solo dal fatto che 20 anni fa la globalizzazione era un fenomeno molto più contenuto), agli aiuti ai paesi africani in via di sviluppo. Insomma si impadroniscono della politica di quel paese, in modo giusto da un certo punto di vista, dal momento che diventano finanziatori principali, ma non per introdurre quelle riforme funzionali allo sviluppo nazionale che la classe politica non era stata capace di attuare, ma solo per salvare i bilanci delle multinazionali della finanza.
E noi ci ricordiamo quando ci offrirono l'aiuto del FMI? Andava tutto così bene?
http://www.bloomberg.com/news/2011-11-27/imf-readying-600-billion-euro-loan-offer-for-italy-stampa-says.html

sabato 11 febbraio 2012

Roma come Atene

Oggi abbiamo visto in televisione come i cittadini greci stanno massicciamente protestando contro le severissime misure di austerity imposte dall'europa in cambio del prestito-ossigeno di 130 miliardi di euro. La Grecia sta tentando di tutto per evitare la bancarotta ormai quasi inevitabile dati i tentennamenti tedeschi che hanno impedito un tempestivo aiuto. Il Fondo Monetario Internazionale, come sempre nella storia, non ha fatto altro che aiutare lo stato in difficoltà fornendo capitali freschi per ridurre i rischi per le banche straniere e non per offrire aiuto alla popolazione.
Le misure proposte dal governe tecnico Papademos sono familiari: tagli a pensioni, privatizzazioni, riforma del lavoro, aumento della concorrenza, riduzione dei privilegi delle caste e lotta seria all'evasione fiscale.
D'accordo che i ristoranti erano pieni, ma eravamo così lontani dal baratro modello Atene?

martedì 17 gennaio 2012

Parallelismo

Sicuramente siete a conoscenza della tragedia nautica che ha avuto luogo in Toscana, presso l'isola del Giglio. Questo episodio mi ha fatto fare un collegamento: l'immagine della Costa Concordia può benissimo essere accostata alla corrente situazione socio-economica di questo paese. Una nazione che sta affondando e che rischia di sprofondare sul profondo fondale della bancarotta se non si interviene subito.
I messaggi del presidente Monti sono abbastanza chiari in proposito: continua a ripetere che l'Italia ha fatto la sua parte ma che ora tocca all'intera comunità europea. Il rischio è forte ma il disastro è ancora evitabile. L'unica cosa da fare è affidarsi completamente a questo pool di tecnici che sono stati incaricati di fermare il naufragio della nave italia e di rimettere sulla rotta giusta questa imbarcazione. Nostro dovere di cittadini è senz'altro quello di criticare i provvedimenti iniqui di questo esecutivo, ma in modo resposabile e non aridamente. Bisogna essere consapevoli che è oppurtuno sacrificare qualche vantaggio individuale per un benessere collettivo. Dobbiamo comportarci un po' come il comandante che esegue gli ordini della capitaneria di porto perchè pensa che la guardia costiera stia agendo solo per aiutarlo e non per interesse personale.

P.s. per chi se lo fosse perso
http://www.corriere.it/cronache/12_gennaio_16/procuratore-grosseto-schettino-fermato-perche-poteva-fuggire_76f76cec-4029-11e1-a5d2-75a8a88b1277.shtml

sabato 26 novembre 2011

Ora basta!

Ormai è giunto il momento di mettersi a lavorare concretamente. L'Italia ha l'onere e l'onore di dover dimostrare la bontà del progetto euro e di provare davanti al mondo intero che vale la pena crederci. Ritengo infatti che l'Italia sia l'ago della bilancia: se cade, fa crollare anche tutte le altre tessere di questo euro-mosaico. Se invece riuscirà a difendersi dalla speculazione finanziaria e a dare prove di fiducia ai mercati, l'euro sarà consacrato a valuta solida e capace di resistere anche alla tempesta perfetta della crisi. Proprio per questo motivo Mario deve sbrigarsi a presentare provvedimenti seri per dimostrare l'impegno del nostro paese. Deve ricambiare la fiducia che gli è stata accordata in queste settimane. Ora basta con il valzer di vice-ministri e sottosegretari!